MAHLER -in Italian COMMEDIA IN DUE PARTI DI MAURICE ROWDON
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"MAHLER" Commedia in die parti Maurice Rowdon Portslade Productions ltd., 5, Tamworth Road, London, S. W. 6. "Sinistra" e "destra" sono dal punto di vista del pubblico.



"MAHLER"
Commedia in die parti
Maurice Rowdon
Portslade Productions ltd.,
5, Tamworth Road,
London, S. W. 6.


LA SCENA.
La scena à divisa in zone che vengono illuminate quando usate.
"Sinistra" e "destra" sono dal punto di vista del pubblico.
Il downstage a sinistra rappresenta la zona personale,con un tavolo con
perto di spartiti,delle sedie e un divano.
L'upstage a destra: un'ampia scalinata porta ad un grande arco romano,
che rappresenta l'entrata nella vita pubblica,l'Opera di Vienna,i con-
certi ecc. Al di là di questo (dove altri gradini conducono fuori dal
campo visivo) delle luci danno all'arco un aspetto a tratti dolce,0 poco
invi tan te, oppure ostile e abbagliante,a seconda di cid che il testo rim
chiede.
Lo spazio a nord della zona personale à vuoto ed à usato per rappresen-
tare l'esterno.
L'azione non segue sempre uno svolgimento in ordine cronologico. ALMA
soprattutto parla da periodi diversi della sua vita : à sia la donna
che ricorda (quando ha quarant'anni),sia la donna che viene ricordata
(quando aveva vent'anni); E e la si vede al momento della sua morte ad
85 anni. GUSTAV lo si vede fra i 44 ed i 51 anni (1'anno della morte).
E di tanto in tanto si parlano mol to tempo dopo la loro morte.
GUSTAV MAHLER nacque nel 1860 e mori nel 1911.
ALMA MAHLER nacque nel 1879 e mori nel 1964.


PERSONAGGI
GUSTAV MAHLER
ALMA MAHLER


PRIMA PARTE.
GUSTAV MAHLER sta mettendosi il frac e, con=
temporaneamente,compone. Un'operazione fa le
spese dell'altra : ë impigliato nella giacca,
un braccio in una manica e l'altro no, sorive
tranquillamente,in piedi,chino sopra il tavo=
lo. E' comple tamen te concentrato.
GUSTAV MAHLER : mezza età,piccolo,pallido e
magro,con un viso piuttosto lungo e la fron=
te particolarmente diritta. I capelli di un
nero intenso,gli occhi straordinariamente ata
tenti e penetranti dietro agli occhiali,che
gli conferiscono un'aria ulteriormente seria.
Ha un'andatura irregolare: ha la tendenza a
camminare pestando i piedi,a fermarsi improv-
visamente e poi gettarsi in avanti a testa bas-
sa, come se qualcosa lo tirasse,1o fermasse O
lo spingesse sempre.
ALMA MAHLER compare da destra e lo guarda con
venerazione. Ha vent'anni,8bionda,pia al ta di
lui. Ha già uno spunto di quella stupenda, si-
cura bellezza che avrà poi negli anni seguen ti.
A - E' il direttore dell'Opera di Stato di Vienna,e io sono sua moglie!
Lo posso toccare! Baciare! Sentire il suo respiro sui capelli! I coC-
chieri lo riconoscono per la strada. E' tanto vecchio che potrebbe es=
sere mio padre,ma non m'importa,perché nessun uomo alla mia età potreb-
be avere un simile successo. Ci vuole una vi ta per costruire un impero.
Guardate com'e buffo: fa tutto alla ciecal
(Mentre M. comincia a camminare avanti e indiem
tro cercando un'altra frase nella sua mente,
con la marsina che gli pende ancora di dosso)
M - (lasciandosi cadere su una sedia) si!
A - Non sto pensando al denaro. Anche se non lo disprezzo affatto. E in
ogni caso lui non ne ha molto. Quello che intendo per successo è.


(Lui comincia a scrivere,ed un accenno del # Te-
ma di Alma"si insinua sopra le voci parlantit
una rappresentazione sonora dell'anticipazio-
ne nel pensiero del secondo tema del primo mo-
vimento della Sesta Sinfonia. Tutto 1'arrangia-
mento musicale della commedia 8 sotto forma di
pensieri musicali incompleti).
A (c.)- Oh Gustav! Ecco quello che intendol
M - (alzando gli occhi improvvisamente,mentre la musica svanisce) Non ti di-
spiace,vero,8e non ti regalo 1'anello?
A - (con grande disappunto) No!
M - Et di pessimo gusto,secondo me : noi siano già sposati...da sempre...
A - Spiri tualmente,vuoi dire.
M Spiri tualmente no! Comple tamen te - non solo in ispirito...Fino in fondo
ai nostri destini!
A - sl.
M - E non si pud sigillare una cosa cosi con un anello. Detesto l'idea.
(guardandola di nuovo improvvisamente) Non ti interessano gli anelli,
vero?
A - Oh,no!
(Lui si concentra nuovamente sulla musica)
(a se stessa) Adoro gli anelli!
(Lui comincia a vestirsi per un concerto. Delle
idee interferiscono costantemente in questa Oa
perazione,facendolo impigliarsi nella manica.
A. lo osserva con un'aria lievemente insoffe=
rente. Poi lui èpronto per salire le scale ver
so l'arco,dove una luce sale accompagnata dal
suono eccitante del pubblico e dell'orchestra
mentre accorda. E' pid forte del naturale per
un momento forse à come A. lo sente. Lui sa-
le le scale a casaccio,col pensiero ancora fis-
so sulla sua composizione).
(rilasciandosi per trasformarsi in donna vecchia) Un'Americana - Gibe
son-girl la chiamavano - puzzava di dollar...oretina,ma assai bella,
se à possibile....mi fa salire sulla sua macchina un giorno,sulla Quin-
ta Avenue.Cos'à che viiha fatto sposare quel brutto vecchio?mi fa.


Ammetto che non aveva proprio un bell'aspesto allora. Era un anno pri-
ma che morisse. E io parlai e parlai,seduta nella macchina... .tentai di
dire tutto della sua musica, come della ragione per cui l'avevo sposato.
Ma naturalmente per lei non voleva dire un bel niente.
(M. à quasi in cima alle scale. Si ferma con fa-
re assente e guarda git verso A.)
M a Non vuoi mica un anello,vero?
A - (con veemenza) No,caro,no! Basta che tu diriga per mel Che pensi a me
ad ogni battuta! (lui prosegue) E guarda un po" che pantalonil...
M a (fermandosi di nuovo) Dopo tutto à solo una pietra.
(Prosegue e scende i gradini dall'altra parte,
seomparendo. Un grande scoppio di applausi sof-
foca l'orchestra)
À - Ascoltateli! Ascoltate!
(L'applauso diventa assordante,come a rappresen-
tare la maniera in cui A. lo sente. Poi cessa
di colpo e si sente,da fuori,un colpo di bacche ta
ta sul podio del maestro)
Dopo tutto,quando quella 1i me lo disse,lui non aveva che cinquant'an-
ni. Era cosi bello quando mori. Cosi pallido! Comé un dio! Quegli occhi
neri roventi.. .cosi grandi! Mi sposai altre due volte,dopo,a parte un
quasi-matrimonio con un pittore. Con lui sarebbero stati quattro. Un po'
troppi,lo ammetto. Un compositore,un architetto,un romanziere e come di=
cevo un pittore. E tutti quanti famosi. Qualcuno ha detto che ogni arti-
sta ha bisogno di una donna dietro di sè. Ebbene,quattro hanno avuto
bisogno di mel
(Tutti i suoni sono cessati da oltre l'arco.
M. compare improvvisamente da upstage delle sca-
le in vestaglia e scalzo)
M - Sul serio?l..
A - (sorpresa) E il "Fidelio"? Non lo dirigi?
M - Quello era settant'anni fa.
A - Cosa? Gustav! (si guardano) B' vero.
M - Parlavi sul serio quella volta che mi dicesti - stavano passeggiando
nel bosco vicino a Grinzing dicesti...
(Si uniscono a passeggiano a braccetto nella
zona esterna,ridendo)


A - (di nuovo giovane) Io amo il successo di un uomo,ecco quello che amo!
E più grande i successo e pid lo amo!
M - (professorale vicino ai suoi 22 anni) Ma è spaventoso quello che dicil
E se arrivasse qualcuno più in gamba di me?
A - Lo amerei di più. Non potrei fare altrimenti.
M - Allora non ho da preoceuparmi per il momento. Ho solo 44 anni.. e non
c'8 nessuno al mondo piû in gamba di mel
A - Vado a prepararti il bagno.
(Esce,a sinistra)
M (guardandola andarsene) Che mente piccina ba che ha. Ma 8 questo che
amo. E' come un animale. Mi sento pid al sicuro che non con tutta quel-
la gente di mondo. Ho sempre amato gli animali. Grazie a Dio Mozart à
morto. Lo sposerebbe difilato. 0 forse noo Non aveva abbastanza successo.
Era morto da un paio di settimane,che quella puttana di sua moglie spom
sd un altro.
A - (da fuori) Gustav! Il bagno e pronto!
M - (uscendo a sinistra) Vengo!
(La canzone viennese "Ach du Lieber Augustin" am
rieggia sopra i parlanti. A. si dà da fare,giom
vane,con una sontuosa veste da sera. Porta una
tovaglia fatta a mano ed un candelabro. Stende
la tovaglia sulla tavola e sistema il candela-
bro nel mezzo)
A - Nel 1901 Vienna era molle e allegra e maliziosa. Io,naturalmente,non
ero maliziosa...solo giovane e carinal
M - (da fuori) Ssssh!
A - (portandosi una mano alla bocca) Woops! Sta componendo! E quando compo-
ne non deve vedere nè sentire anima viva. (la tavola è pronta) Làl In=
somma,un giorno sul Ring,ero con mia madre,non ti vado a incon trare gli
Zuckerkandl! Mi chiedono di andare da loro a fare la conoscenza del gran-
de Mahler! E io dico no grazie! (ridendo) Odiavo il modo in cui dirige-
va la sua Prima Sinfonia. E odiavo la sua Prima Sinfonia! Ma Mahler
cancelld 1'impegno. E quando mi invi tatono la seconda volta,per un'al-
tra domenica,risposi di sil E accettai! Accettai! Oh Gus tav,sl che ac=
cettail
(Danza al suono della musica. Si ferma improvvi-
samente,preoccupata per il suo aspetto)
(toccandosi i capelli) I miei capelli! Il mio viso! Il mio vestito! Le


mie spalle sono cosi ossute! Le mie mani tremano! Le mie.s.
(La musica à finita. A. si ferma di colpo quan-
do M.,imponente e lontano,con cappa,cilindro e
bastone,entra da sinistra. Si toglie lentamens
te cappello e cappa e li getta sul divano. Mec=
canicamente fa un inchino rivolto al tavolo e
si siede.
A. scivola al suo posto all'altro capo della
tavola. Non c'è nessuna sedia 1i per lei,e CO=
si ne trascina una,lanciando a M. uno sguardo
da scolaretta.
Lui la fissa e rimane cosi,attratto e incapace
di staccare lo sguardo)
A (c.)- Vorrei che smettesse di guardarmi! No,no,non lo vorrei!
(Conversa silensiosamente con ospi ti invisibili,
lo sguatdo di M. sempre fisso su di lei. A. ride
ad una battuta)
M - (ridendo involontariamente) Non possiamo partecipare anche noi,laggiù
in fondo?
A Quel suo povero vicinolnon riusci a tirar fuori una parola da Mahler
per tutta la seral(annuendo e ridendo) I miei vicini erano il famoso
pittore Gustav Klimt e Max Burkhart,il grande regista teatrale. Ride-
vamo a più non posso!
M - (allungandosi per sentire un ospite) Tornate da un concerto per violi=
no? Ian Kubelik? si,penso che suoni divinamente,s1.
A - (smettendo improvvisamente di ridere e rivolgendosi con la massima se=
rietà alla parte del tavolo dove c'è Mahler) I concerti per solisti
non mi piacciono!
M - Neanche a mel Neanche a me!
(Silenzio. Sono presi l'uno dall 'al tra, si guar-
dano negli occhi)
(malvolentieri tratto in conversazione da un ospi ite invisibile,ma sem-
pre guardando A.) La bellezza? Per me Socrate era bellissimo. (alzan-
dosi e camminando nella zona esterna downstage a destra) E credo che
voi lo definireste vecchio e brutto. Beh,era...
A - (anche lei alzandosi) Per me Alexander von Zemlinsky,il compositore,8
bellissimo,per esempio.


M - (girandosi) Eh no,questo à troppo. E' 1'uomo più brutto che abbia mai
visto. Atrocémente brutto,persino per un musicista.
A - (avvicinandoglisi) Perché nont avete mai dato il suo balletto "Il cuo-
re d'oro",signor Mahler? So che gliel'avevate promesso!
M - (stupit to) Perché? Perché non lo capisco!
A - Volete che ve lo spieghi io?
(M. la guarda. A. ha un'aria sempre Ahen pit
confusa)
M - (sorridendo) Benissimo.
A - Ha dei bei denti,bianchi...
M - Mi par di capire che studiate musica.
A - si,sono allieva dell'uomo pid brutto che abbiate mai visto!
M - Alexander von Zemlinsky? Ecco perché vi piace! Volete portarmi qualcu-
no dei vostri lavori all'Opera, ,un giorno,0 mostrarmeli?
A Quando ne avrd...
M - Venite alla prova generale de "I Racconti di Hoffmann" domattina.
A Se avrd terminato il mio lavoro.
M - (ironicamente) Con Zemlinsky?
(A. esce a destra con ostentazione. Lui res ta
in piedi a guardaria)
(come se parlasse con lei) Sono cosi sole,sapete. E poi quest'opera
non ha nulla dello spirito di Hoffmann. Nulla. Solo la carcassa. Ho
potuto a malapena - terminare il secondo atto oggi! Ma domani...con voi
vicina! Lo fard per voil Leggete quel suo racconto:"Rath Krespel",ca-
pirete cid che voglio dire. Questa mia soprano à abbastanza brava -la
Schoder - ma mi fa morire Antonia di consunzione! Quella sua maledetta
tossel (imi tando la sua tosse) Antonia non muore di consunzione! Ri=
nuncia alla sua personalità,al suo corpo,che poi à quello che noi tu ta
ti tentiamo di fare : ci si pud mettere una vita,c come milioni di vi te.
Antonia è un'artista,Tedetel Si dissolve!
A - (da fuori) Scivola nella notte infini ta!
M Cosa? Quant'd finta! Donna,poi. Vedete,8e verrete alle prove domani
scpprirete la musica...
A a (da fuori) Oh! Stete troppo generoso!
M La realtà non esiste,sai...Tutto quello che vedi esolamente una formum
la magica...sparisce quando ha fatto il suo tempo. L'unica cosa reale
è l'anima : chiedo scusa per il termine,ma come si fa a definire con


una parola cid che non pud essere defini to,ma solamente dimostrato?
Ed à la musica che lo dimostra,voilà!
A - (da fuori) Quel giorno che dirigesti "I Maestri Cantori" - non ti cono-
scevo allora - parevi Lucifero...gli occhi come carboni ardenti.. .il
viso cosi bianco! (con eccitazione) Lucifero! Demonio!
M (sorridendo) Già,proprio cosi mi chiamano,sempre. Come avrei potuto,al-
trimenti, tenere in mano gigantesche produzioni operistiche,poroili di
cantanti,stalle di musicisti? Sono quelli che non valgono nulla che mi
odiano : vedi,loro sanno che tutto quello che ho da fare 8 cercare le
risposte in me stesso,e trovo sempre quelle giuste! E loro,con tutti i
loro studi,non vi si avvicinano nemmeno! Tutti i loro intrighi,i vermi
della loro ambizione che gli divorano le budella! Sei 1i? (silenzio)
E' morta. E' morta da almeno...oh,non lo 80. Mori pid di cinquant'anni
dopo di me. Vi immaginate? E sono stata io a formarla. Almal Hai avuto
bisogno di me,vero? Per i tuoi altri uomini! Ti ricordi,poco prima che
morissi,scherzavamo su chi avresti potuto sposare... ed io ne elencai
parecchi? Ed alla fine dies della lista dissi no,8 meglio che resti vi-
vo...non puoi volere nessuno di questa! E invece ti sei presa proprio
uno di quelli. Il vecchio Gropius. Non era forse quaicosa di orribile...
un architetto? Ricordi quando ti mando un telegramma da ogni stazione
lungo la linea Toblach-Vienna,ed ero io a riceverli...e fu il buio per
me,di nuovo...i primitivi orrori! E sei stata tu a riportarmeli,a speza
zarmi! Ecco perché morii!
A - (da fuori,con orrore) No!
M (tranquillamente) Ma non importa. Tu non fosti che uno strumento. Era
tempo che me ne andassi. Non c'ë niente di creativo in noi. Questa dan-
nata stupida parola. Troviamo,e raccontiamo cid che abbiamo trovato. E
quando 1'abbiamo raccontato ce ne andiamo. E diventiamo qualcun tro.
Sei pronta?
A I (da fuori) Non ancora.
M - Cambiarti è stata sempre un'operazione lunghissima per te,ricordo.
A - (da fuori) Racconta a loro della tua vita,Gustav. C'e sempre stato qual-
cosa di cosi moderno in te. In confronto a te,quelli che ti stavant in=
torno sembravano cosi finti,e pesanti,e pomposi!
M (sedendosi) Beh,ho cominciato come ebreo. Il che ha un significato piut
tosto cupo per me,a dir la verità. Li avevo tutti sulle mie spalle :
fratelli,madre,sorellal Oh,soprattutto lei,mia sorella Justine! Mio Dio,


eravamo troppo attaccati! Sposare te fu come divorziare da lei. Vedi,
non mi resi mai conto di che razza di vita stessi conducendo : lavo=
ravo e baste,da una produzione all'sltra...no,non posso raccontare la
mia vita,Alma! Non posso! E' sogno,d...
(Un colpo di pistola,da fuori. M. balza in pie=
di,guardando upstage,terrorizzato)
Otto! Ottol
(A. si precipita da sinistra,con indosso un mas
gnifico,coloratissimo "dierndl")
A - Gustav!
M - (calmandosi) Sono staneo. Credevo fosse mio fratello Ottol
A - Era un bambino qui fuori,un palloncino...
M Era un compositore magnifico,sai. Ho trovato un paio di sinfonie nel
suo cassetto. Quando si à sparato ho sentito un tale rimorso! come se
con la mia musica gli avessi rubato la vita...come se non fossimo po=
tuti esistere tutti e due! E allora,perché mai era nato? Ed Ernst...
Gli volevo cosi bene...e mori di mal di cuore - e cinque degli altri,
tutti morti,piccoli...Ed ora il resto della famiglia,ed i debiti,tanti..
A - Li sistemerd tutti io. Metterd tutto a posto.
M - Quanto abbiamo di debito,a proposito?
A - Cinquantamila corone.
M I E' un debito grosso da sposare.
A - Tu sei il capitale pià grosso che possa immaginare.
M - (guardando il suo vestito con gmicsime un sorriso) E' per questo che
ci hai messo tanto.
(si sente la Marcia Funebre alla maniera di Callot,
terzo motivo della Prima Sinfonia)
La senti?
A - (delusa dalla scarsa antenzione per il suo vestito) Che cosa?
M - La Marcia Funebre : la scrissi a 33 anni...
A - Qualche volta mi spaventi! E sono cosi giovane,io!
M - Povero Otto! Senti? (afferrandola) Ascol tal
A + Ma non sento nulla!
M - I critici hanno definito la mia musica sterile,banale,stravagan te, , un
dannato rumore infernale.(mentre la musica svanisce) Sai,credevo che
non sarei mai stato capace di amare davvero... di dare tutto... .Ci avevo
provato spesso,ma qualche cosa era sempre anda ta malef ma tu mi ci hai
tirato fuori.


A - E perché marce funebri,allora?
M - E perché hai tanta paura de funerali? Non ti rendi conto che questi
piccoli terrori ti salveranno dalla peggior parte di te - dalla "fi=
glia di ricchi"?
A - Quello che disse Max Burkhart à vero : la tua stella eclisserà la mia!
Mi scrivesti quella terribile lettera,con la proibizione di comporre
canzoni,mai pid!
M - (seccamente) Nessuno pud proibirti di comporre! Il comporre esce da
tutti i pori,non si pud fermarelGredi che sia possibile farmi smettere
di comporre? Continua,continua sempre! E basta con questi piccoli pen=
sieri contorti,bastal (Avvicinandolesi) Ero cosi asprof anche con mia
madre. Se la vedevo introdursi nella stanza mentre suonavo il pianb,
mi fermavo di colpo e stavo seduto immobile finché non se ne era an
data. E il tuo viso,cosi piccolo, mi ricorda il suo. Solo.che è più
sano.
A - E' forse sbagliato?
M l- Penso che in un viso mi piace vedere il segno del dolore...
A - Ma à li,sul tuo viso. L'ho notato cosi spesso,all'opera,mentre dirigil
M - Ho fatto esattamente come mio padre : 1'ho amata,ma non le ho mai mo=
strato il minimo affetto! Lui urlava,urlava a tutti e due! Puoi imma=
ginarti l'orrore di quella famiglia...1'orrore,giorno per giorno? Gram
zie al cielo sono diventato cristiano! Grazie al cielo mi sono illumi=
natol Tutto l'incubo di appattenere...nol Me ne sono liberato! E non
ho trovato che il silenzio dei silenzi. (toccandole il viso) Se ti amo,
bambina mia,e per quella luce cristiana che hai dentro,che tu nemmeno
conosci! Un gi orno mia sorella mi disse "Tu sei carne della mia carne".
"Lerciume del tuo lerciume" dissi io. Ricordi la mattina che venisti
alle prove de "I Racconti di Hoffmann"? Era la seconda volta che ci
incontravamo.. e tu non mi guardavi mai.
A - Facevo la maliziosa.
M - Eh,gatta! Dal podio ti gridai "Signorina Schindler,come avete dormi to
la scorsa notte?"
A 1 E io dissi "Perfettamente; perché mai non avrei dovuto?"
M - - E io dissi "Io non ho chiuso occhio tutta la notte".
(si guardano,perfettamente fermi)
(lanciando un'occhiata dietro di sè) Ho bisogno di voi...smanio per
voi tutto il giorno...quando sono via da Vienna sto male! Sento il vO=


stro nome tutto il tempo! Vi sent tite anche voi cosi?
A Sil Si!
M - Dobbiamo sposarci...Questa febbre deve finire; l'avete detto a vostra
madre?
A - Si.
M Sento che tutto quello che faccio è per voi,tutta la musica,l'opera,
ogni colpo di bacchetta,il rumore del vostro vesthto...ètutto legato!
A - E' troppo per me! Voi avete tanto dietro di voi,ed io non ho niente!
M - Lo sapet te come festeggerd il nostro fidanzamento? Vi regalerd una pro=
va generale del "Flauto Magico"! Per voi sola...il mio unico pubblico!
In segreto!
A - Ma Signor Direttore!
(Lui si agbottona e va verso la scala)
M - (voltandosi) Verrete?
A - Oh si! Si!
M a (salendo le scale) Signor Direttore mi chiama. Raggelante. Come pud?
(Fermandosi e guardando giù verso di lei) Vent'anni! E con un gesto
delle sue manine pud darmi l'inferno! Grazie al cielo non lo sa,0 for-
se lo sa. Karl Moll,quel vecchio bastardo del suo patrigno,le ha detto
di non sposarmi. Ha detto che sono ebreo,brutto,in pessima salute im=
popolare all'ppera,affondato nei debiti,e che la mia musica puzza.
(trionfo) E ciononostante lei mi vuole sposare! C'8 altro da dire?For-
se sono troppo vecchio? Non so cosa fare con una persona cosi giovane...
Guardatela come si muove...Se almeno avesse avuto una relazione,0 un
marito,0 cosa so io! (gridando verso 1'arco) Va bene,va bene,suonerete,
si,fra un po',non preoccupatevi! Maledetti bisonti! (guardando nuova=
mente gii verso A.) Quant'e preziosa,sempre di più,ogni giorno,da quel-
la prima sera,quando mi ha iniziato alla vital (rivolto all'arco) Non
preoccupatevi,voil Tanto mi avrete fra i piedi ancora per un bel po'...
cinque anni almeno! Ho fatto resusci tare Mozart...Nessuno era capace
di cantarlo prima che arrivassi io! Che sia ancora 11? Signorina Schin=
dler!
A - (stupita) Si?
M - Perché diavolo volete sposarmi?


M - Vi ricordate il punto quando Faust canta "Le opere di Dio sorpassano
la comprensione,e sono belle come alla nasci ta della luce"? Ecco per-
ché mi sposate! Berché la mia musica eluminosa come l'aria di campas
gna,pulita come il giorno. E' questo che volete sposare,non mel
A - Eppure la vostra Quarta non mi piace ancora. Per niente,come la vostra
M - Il fatto che vi piaccia o meno,non c'entral
(M. sparisce velcemente oltre l'arco. Gli accor
di finiscono. Lo sentiamo dare un secco colpo
di bacchetta sul podio)
A - Sposarlo a causa di qualcosa nel "Faust"? Che testa,questi uomini! E i
suoi amici? Orribili! C'e quel polacco,Siegfried Lipiner,che sembra un oa
gorilla,con quel cranio pelato. Ha gli occhi cosi vicini (imi tandolo)
che sono come due bottoni gemelli cuciti sui lati del naso. Nietzsche
lo considerava molto,e anche Wagner,ed anche Gustav Mahler. E persino
Brahms disse "Quel cane bastardo di un polacco mi interessa". Beh,a
me non interessa! Lo posso vedere fino in fondo,nel fondo dei suoi lu=
ridi pantaloni! E non à che ci sia lui solo. C'8 la prima moglie,la
seconda mbglie e l'amante,che dicono si divida fra lui e Mahler! Mon=
tano la stessa vacca,e credono che io non lo sappial La gatta! La scro=
fa! L'oechiata che mi diede quel primo giorno,nell'ufficio...e Mahler
che si chinava a mordicchiarle la mano ogni volta che diceva una scioc=
chezza; la donnaccia! con quella faccia gialla, sempre troppo vistosa
artificiale! E poi c'8 il marito della prima moglie del polacco, and
che lui uguale a un gorilla. E lui crede che me li voglia sposare tu ta
ti quanti! E quella puttana appassita mi viene vicino e mi fa "Vi piam
ce la musica di Gustav?" Se mi piace! La sfrontatal E lui 1i a ridere!
Una cosa so di certo : nessuno di quella gentaglia gli starà più in=
torno,di qui a un mese. So come si fa con i grandi artisti.. .anche se
seno giovane conosco il trucco : basta fare in modo che abbiano una
stanza tutta per loro,pace,tranquillità,pasti all'ora giusta,e per il
resto ci si organizza. D'ora in poi la sua vita avrà un enorme "non
disturbare" scritto in lungo e in largo! La vedremo chi à la migliore
di noi due,quel fiacco strumento su cui tanti musicisti viennesi han=
no suonato,oppure io,una vergine. Su di me nessuno ha mai suonato,men-
tre lei à già scordata! Il mio piccolo gioiello à intatto,e cosi ri-
marrà finchà 1'uomo più grande di Vienna ne prenderà possesso! si!


(precipi tandosi su per le scale) Sono in ritardo! (fermandosi sotto
l'arco e guardando giù dall'altro lato) Oh guardatelo! E' come un rel
Cosi piccolo e immobile,e tutti gli altri muti intorno a lui. Dicono
di odiarlo,ma ora nascondono le unghie. Quei secondi violini sono un
branco di gatti malvagi,ma guarda un po' adesso,fanno le fusal E lui
ha il coraggio di chiedermi perché lo sposo! Ti sposo per#amore, 8COC-
co distratto che non sei altro! Ti amo, eccome se ti amo,mio piccolo
principe della musica!
(Scende lentamente i gradini dall'al tra parte,
fuori visuale.
Invece della musica l'assordante rumore di una
stazione,
M. entra agi tato da sinistra i mantello da
viaggio,con neve sul cappello e sulle spalle.
Lascia tracce di neve con le soprascarpe. La
zona personale à diventata uno scompartimento
ferroviario. M. si siede sbuffando,stanco. Si
apre il mantello,si toglie il cappello,si pu-
lisce gli occhiali. Tira fuori un libro,lo guar
da, tira su col naso,si guarda intorno.
A. anche lei con abiti da viaggio e coperta di
neve,entra inciampandosi carica di bagagli a mano)
M - (alzando gli oochi un momento) Ah,eccoti qua,
(Ri torna al suo libro. Lei sistema i bagagli.
Luimette giù il libro,sospira di piacere. Lei
si toglie il mantello. Improvvisamente sembras
no vedersi per la prima volta. Si abbracciano
e si baciano. Si guardano negli occhi e ridono.
Non possono smettere di ridere. E' una lunga
piacevole risata,uno sbrigliare la propria gio=
ia che era stata trattenuta fino ad allora. Poi
con un gran sospiro A. si sbottona la gonna ed
il corsetto)
A - Là! Non ho più bisogno di recitare la vergine!
M - L'hai recitata proprio bene.
A - Credi che la mamma lo sospetti?
M - Certo. Le mamme lo sospettano sempre.
A - (toccandosi il ventre) Lui ë felice di andare a Pietroburgo.


M -- (toccandole il ventre) E la sua mammina - e felice pure lei?
A - Oh! Questo lo devi dire tu! Guardami negli oochil
M Vi leggo una certa...beh,suppongo che potrebbe essere felici tà.
(Si abbracciano,si baciano,e ridono)
A - La gente ci sta guardando, da fuori.
M - E tu ne godi! Sei proprio una sfrontatal Sei impossibile! Ho visto,
sai,che ti sei massa a ridere quando sono caduto sui gradini dell'al-
tare questa mattina.
A - Eri cosi buffo! Persino il prete rideva.
M - (guardando fuori dal finestrino) Credi che tutta quella gente vada a
Pietroburgo?
A - (occupata nuovamente con i bagagli) Non lo 80. Tutto quello che 8o è
che ci andiamo noi tre.
M - Forse vanno tutti al mio concerto.
(A. tira fuori pane e salsiccia, un thermos di
caffe,tovaglioli di pizzo ecc.)
Non sapevo che avessi portato dastacasbe tutta questa roba.
A - Stavi parlando con me quando riempii la borsa. Il caffe lo versasti tu
stesso.
M Santo cielo.
(A. gli offre un po'di cibo)
Prenderd solo del caffè. Bon ci sono mele,vero?
A - (versandogli il caffe) No.
M - (guardando nuovamente fuori dal finestrino) Stiamo per partire.
A - (dandogli il caffe) Ecco. Il caffe.
M - Ah!
A - "Ah!" Beh,io mangio.
M Fa cosi caldo qui dentro.
(A. mangia golosamente)
M - Li scaldano troppo,questi scompartimenti. (slacciandosi la giacca)
A - Oh Gustav! Spero proprio che non ti prenda un mal di gola!
(si sente il fischio e il treno parte con un rum
more e un rimbombo tipici del XIX secolo)
Non sarebbe stato carino se qualcuno fosse venuto a salutarci La mam-
ma...0 Karl Moll?
M - Al diavolo Karl Moll. Lo vedo ogni giorno.


A Ma non al diavolo la mamma!
M Ho la nausea di tutti,tranne che di una persona. Ce li ho intorno O=
gni giorno per tutto il giorno,non dimenticare...orchestre,cori di gen-
te. E ce li avrd di nuovo intorno non appena metterd piede a Pietrom
burgo.
A - (con la bocca piena) Si,penso proprio di si!
(si sente una frase dalla Settima Sinfonia. Lui
guarda davanti a sè,la bocca aperta,dirigendo
vagamente con la mano destra.
A. lo guarda, con un pezzo di pane in mano)
Stai componendo?
(Lui si scuote improvvisamente e la musica sva
niscu)
M - Passeranno degli anni prima che componga qualcosa del genere.
A - Qualcosa dé che genere? Non ho sentito nulla.
- Ah no,certo che no. Strano,vero? Posso immaginarla,sentirla,ma quando
ho la carta davanti a me,se ne va. E' sul tono tragico,sarà per pia a-
vanti,nella vita...
A - Tragico? Il futuro sarà tragico?
(Lui semplicemente guarda davanti a sè. Lei
- oe finisce di mangiare e si sistema pià
comodamente sul sedile. Lei appoggia la testa
sulla sua spalla,poi chiude gli occhi. Si sen-
te di nuovo,più sottovoce,la frase dalla Settis
ma. Quasi impercettibilmente lui alza la mano
destra e la muove a tempo,completamente preso,
drogato.
La musica svanisce di nuovo lasciando solo il
rumore del treno.)
M - Ti piace un po' di scintillio,non e vero?
A - (sbattendo gli occhi svegliandosi) Che cosa?
M - Volevo dire : ti piacciono,vero,le cene,le feste...e gli uomini picci-
ni come il Presidente della Società degli Amici della Musica?
(Silenzio. Aria di battaglia. Lei lentamen te si
allontana da lui)
A - E' per caso di Siegfried Lipiner la storia che ho civettato con il Pre-
sidente?


M - Perché odi Lipiner?
A - Odiarlo? Per dir la verità,lo adoro!
M - Lui non la pensa cosi.
A - Lui non pensa,mai...Nietzsche e un sacco di altri scrittori pensano
per lui; lui non fa altro che parlare con le parole dei loro libri.
M - Parole stupende,perd.
A - D'accordo. E' per questo che lo adoro. E allora perché mette in giro
un mucchio di orribili siorie su di me?
M - Non lo fa,ti sbagli.
A - E' stato lui a raccontarti che ho civettato con il Presidente della
Società degli Amici della Musica durante L'intera quarta Sinfonia l'ala
tro giorno.
M - Ma questo non ha niente a che fare con quello che stavo dicendo. Sta-
vo dicendo che il gran mondo ti piace,e non che non lo dovrebbe. E che
il Presidente rappresenta perfettamente quel mondo...
A - In al tre parole sarebbe un idiota...e anch'io sarei un'idiota...e tut-
ti i tuoi amici sarebbero dei genf (scoppiando in lacrime) E' un amico
di famiglia da anni! Annil
M - Per l'amor di Dio non piangere! Non sopporto il suono del pianto di
una donna!
A-ehel! Oh sil E' sempre quello che tu non sopporti,eh? Non devo piangere
perché tu non lo sopporti. Tu, tu sempre
M - Alma,volevo dire che non sppporto la sofferenza...
A - La sofferenza! E' naturale! Bisogna affrontarla! Parli esattamen te cone
Dostoevsky! Egoisti, tutti e due! Gli egoisti non sopportano mai l'idea
della sofferenzal
(Lei singhiozza fino ad avere glig occhi nuova-
mente asciutti)
M - Istruiscimi tu,allora. Ammazziamo milioni di animali per mangiarli,ma-
dri partoriscono fra dolori sovrumani,gli anipali si ammazzano a vicen-
da con una crudeltà spaventosa; ci sono orde di poveri che non hanno
neanche di che vestire i figli,e ci sono i ricchi che sono mol to pid
infelici di chiunque altro. E allora? Niente dura più di un attimo. Li-
ti tutto il tempo,amsnesiag A
/ - : assassinf,fallimenti, sui-
cidf. E noi? Un minuto facciamo all'amore e un minuto dopo litighiamo.
A - Non avremmo litigato se tu non avessi cominciato.
M - (con una risata) Cosi non vuoi dirmi qual'à la risposta,eh? (appoggian-


dosi nuovamente all 'indietro e guardando davanti a sè,poi,con estrema
tristesza) Forse me lo dirà Lui, un giorno.
A - Lui chi?
(M. guarda fuori dal finestrino. A. chiude gli
occhi. Si accoccola vicino a lui. Il treno pro=
segue rumorosamente. Un pauroso passaggio dalla
Settima Sinfonia interviene fortissimo. Lui non
dirige questa volta. Guarda teso davanti a sè,
come terrorizzato da questi suoni fortissimi.
A. sembra non udire nulla.
La musica si confonde con lo scricchiolio dei
freni del treno. Brillanti luci della stazione,
piû forti del naturale. Sembrano coincidere con
il culmine della musica. Lui à terrorizzato. Si
alza,guarda fuori dal finestrino. La musica ces-
8a. M. si calmat & solo una stazione.
A. dorme. Delicatamente lui la fa appoggiare sul-
11 schienale invece che su di lui. Si strofina
la fronte. Lei continua a dormire. Lui sia alsa
a lascia lo scompartimento. Ci sono i rumori di
una stazione in pieno lavorio.
A. viene svegliata da questi. Trasale quando ve=
de che M. non le sta accanto. Vede il suo cappota
to. Balza in piedi,corre al finestrino.
A - (gridando) Gustav! Gustav! Vieni dentro! Sei pazzo! Vieni dentro imme-
diatamente! Gustav!
(Risate dall'esterno. M. entra incespicando nello
scompartimento,8 capo scoperto,con il colletto
aperto,coperto di neve,ansimando. Si getta sul
sedile,incapace di parlare)
Gustav! Che cosa ti sei sognatol Sono trenta sotto zero fuoril Gustav!
Vuoi morire a tutti i costi?
(Lui ha i brividi. Lei lo copre con il suo-di
lei-cappotto. Lei guarda dal finestrino,dove
della gente sta guardando dentro e ridendo; e
lei fa delle facce verso di loro)
Oh andate via, e smettetela di ridacchiare,imbecilli! Se tutti i russi
sono come voi,il paese dev'essere uno zoo! (curandosi di M.) Hio caro!


(Lui a poco a poco rinviene. Fischio da fuori e
il treno parte mimbombando. Lui guarda debolmen=
te fuori dal finestrino)
M - La gola mi doleva tanto. Questi treni sono eccessivamente riscaldati.
E' terribile.
À - Hai la febbre. Ed esci nel gelo? Gustav,guardami. Parli sempre della
nat tura; e allora percé non sei più attaccato al tuo corpo? Pare che
tu non sappia che fartene di lui!
M - (guardandola per un po',e poi sorridendo) Faccio quello che mi sen to
di fxxx dover fare. Avevo bisogno di aria. E adesso mi sen to veramen te
meglio. No,il mio corpo non lo capisco.
(Lei gli toglie il sudore dal labbro superiore
e dalla fronte.
Si accoccolano 1'uno contro l'altra e dormono.
Passa un po' di tempo. Di nuovp il treno si fer-
ma ad una stazione con grandi luci e scricchio=
lio di freni. M. si sveglia,guarda fuori dal fi=
nestrino. Si frega la frone,boccheggia. E di nuo=
vo delicatamente sposta A. dalla sua spalla e
lascia lo scompartimento a capo scoperto e senza
cappotto. A. si sveglia.)
A - Se ne è andato di nuovo. Beh, che faccia quello che vuole! Io mangerd
e dormird,per il bambino.
(Si sentono gli accordi di un'orchestra da oltre
1'arco. Un colpetto al podio del maestro,e c'8
silenzio)
Hanno gia cominciatoj Santo cielol
(Raccoglie freneticamente tutto il bagaglio,si
mettein testa il cappello di lui,ed i cappotti
di entrambi. Incespica attraverso il palcosceni-
co sotto il peso,e si avvicina all'arco)
(fermandosi a guardare upstage) Oh guarda un po'! La Neva è completa
mente gelata! E in mezzo ci passano i tram! Gustav!
(si sente il "Liebestod". Lei rimane incantata,
in posa grottesca in mezzoa alla scena. M. appam
re sotto l'arco in abiti da prova)
M - (rauco) Ascolta! (noi perdiamo le altre parole)
A Cosa?


M (gesticolando impaziente per zittire l'orchestra) Dico che il vecchio
Wagner sta bene dappertutto,non à vero? Persino nell'aspra Russia...
Questi spazi! Ah Richard! Il solo,l'unico,il pit grande!
A - Oh Gustav! Come speri di poter dare tre concerti con una gola ceBl?
(Lei comincia a salire le scale barcollando,
completamente avvolta in cappotti,cappelli e
bagagli. Questo suo affannarsi si trasforma in
caricatura mentre lui parla)
M - (ancora rauco) Ti rendi conto che questi russi arricciano il naso quan-
do sentono nominare Doetoevsky? Naturalmente,si sa che cid che vale non
viene mai riconosciuté se non dopo anni da che si à morti.
A - (lasciandosi cadere sull'ultimo gradino in alto) Dio quanti gradini!
M - Oh, tu sei giovane! Ma nella vera arte c'd qualcosa di casuale eppure
di tando pensato e lavorato. Ci vorrebbero cent'anni perché i suoi se=
greti penetrino dentwo db noi! L'arte non tiene conto del tempo! Per-
chè viene dall'aldilà...Wagner,Dostoevskyl...
A - Ma sono incinta!
(si siedono circondati dal bagaglio)
M - Buffa creatura quell'Arciduchessa di Mosca,no? Ma qui tutto somma to
l'aristocrazia ë migliore della nostra. Perché hanno pià aspirazboni,
forse. L'Arciduchessa mi ha domandato come fosse la morte.
A Ne aveva trovata tanta nella tua musica?
M Immagino di si. Mi ha lusingato molto.
(La luce diventa più soffice mentre guardano
pensosamente davanti a sè. Nel sottofondo si
sente "Ach du Lieber Augustin")
(con la voce di nuovo normale) Alma,perché ci stavano tutti a guardare
mentre giravamo per Pietroburgo su di una troika aperta?
A - Perché c'erano trehta gradi sotto zero,e con quel tempo una troika a
perta fa sensazione. E poi perché noi siamo buffi. Tutti ci guardano,
sempre.
M Ti ricord Krefeld? dove diedi la mia Terza Sinfonia? Avevi addosso uno
di quéi vestiti imponenti,per donne incinte...e i ragazzini ci grida-
vano dietro per la strada.. .e dovemmo innaffiarli dal balcone dell'al-
A Che à una cosa che ti riesce piuttosto bene,vero? Ti ricordi di quando
bagnasti un gruppo di signore elegantissime in un ristoran te?
M - Impossibile!


A Da un balcone,anche quella volta! Volevi lavarti le mani,e cosi ti
sporgesti,e rovesciasti tutta la brocca d'acqua sulle tue dita! Ci
furono degli strilli dal basso,ma appena videro che eri stato tu,sai
cosa dissero? "Oh,ë soltanto Mahler!",cosi dissero,e si spostarono ad
un altro tavolo per non essere più a tiro. Poi tu volesti lavarti le
mani una seconda volta,ma per non provocare ulteriori inconvenienti
alle signore,pensasti bene di andare a lavartele in un altro punto del
balcone. Capovolgesti la brocca sulle tue dita...dritta sopra il tavo=
lo dove le signore si erano spostate!
(Lei e molto diverti ta. Silenzio.)
Viaggiamo un sacco,non ti pare? Krefeld,Pietroburgo,Vienna!
M - Qui almeno siamo a casa nostra.
A - (Indicando oltre 1'areo) E' quello il tuo appartamento? Quello con la
porta tutta scassata?
M - si,ci siamo,quasi. Sei stanca, tesoro?
A - Stanca no,ma terribilmente vecchia! Mi sento addosso il doppio dei
tuoi anni! Mi sembra di aver fatto tante esperienze! E quelle te pas-
seggiate. Attraverso tutta Pietroburgo. Giuro che se il ghiaccio sul=
le strade era cosi duro,era perché ci camminavamo noi tac cosi tanto!
M Non ti pud fare che bene,mia cara. (alzandosi) Io vado avanti a vedere
se tutto à a posto.
(Passa sotto l'arco)
A Gustav!
M A (tornando indietro) Si?
A - Ti supplico prendi queste borss.
M - (prendendole) Ah si.
(N. attraversa l'arco e sparisce)
(gridando) Gustav!
M - (da fuori) Si?
A - Perché hai un aspetto miserabile anche con gli abiti più costosi?
M - (da fuori,ridendo) Perché sono sempre innamorato,mia cara...di te.
di Mozart...0 delle Vergini del Reno! si,sono fatto cosi,io!
(Lei continua a guardare oltre l'arco)
A Quant'd intelligente la tua distrazione. Distrattamente mi hai messa
incinta un mese prima ancora che ci fidanzassimo,solo per demoraliz=
zarmi,per sottomettermi graziosamente al tuo potere,per fimpedire che
altri uomini mi guardassero...e allora naturalmen te ho dovuto sposatti!


Non dirmi che non hai occhi nel sedere,Signor Direttore,perché lo so
io che ce li hai. Tutti gli artisti ce li hanno! Beh! (alzandosi) La
vedremo se la vincerai sempre tu! Vedremo chi dirà 1'ul tima parola!
(gridando) Sei geloso délla mia giovinezza...della mia bellezzal (si
ferma) Ma perché ho di questi pensieri? E' un tale angelo,lui. Perché
non posso esserlo anch'io?
(M. entra nella zona downstage sotto le scale,
senka cappotto nè bagaglio.
A. sparisce oltre l'arco.
Contemporaneamente all'entrata di M. un grammo=
fono gracida un valzer viennese. Il disco è graf-
fiato e consumato)
M - (stupefatto al rumore) Oh no! ma dico io! (avvicinandosi alla zona per-
sonale sulla sinstra) Dico io! Togli quel disco! Toglilo!
(A. si precipita dentro da rododrx destra,vesti-
ta ora con un abito "reform")
A Cosa diavolo succede?
M (urlando) Quel maledetto Capi tano. e quello che divide l'appartamento con
A - (gridando) Capitano?
M - Ha una stanza dall'altro capo del corridoio!
A - Una che?
M - Una stanza!
A - Un'amante?
M - Noo! Una stanza! Stan-zal
A - Una stanza?E cosa c'entra in tutto questo?
M - Cosa?
A-Perché-tutto-tuatto-questo-baccano?
M - Perché mi odia! Sa che compongo musica e non sopporto il rumore! Cosi
mette su questo disco quando entro in casal
A - E' cosi,eh?
(si precipita attraverso il palcoscenico ed esce
a sinistra. M. la osserva.
Il baccano continua. Poi finisce di colpo).
M Buon Dio. L'ha ammazzato.
(A. ritorna)
A I E' fuori.


M 1 Faori? Chi?
A - Il capitano. E' il suo attendente che mette su ia disco. Ha l'ordine
di farlo ogni volta che tu entri in casa.
M Questo lo 80. Te 1'ho detto io.
A a No,non me l'hai detto cosi. H'hai detto che à il Capi tano a farlo. Co=
munque gli ho assicurato un.a piccola ricompensa se non lo farà pit.
Metterà su il disco soltanto se il capi tano dovesse arrivare.
M - Bene,mi sembra che ti sia già ambientata per beninb..
(Lei comincia a spingere i mobili nella posizio-
ne che avevano prima di essere "scompartimento
ferroviario". M. la osserra)
Mi hai appena detto che sei stanca. Non lo sembri proprio,ora.
(Lei si lascia cadere su una delle sedie)
carino,qui.
M - Ti pare?
A - Non capisco perché tu abbia avuto gisogno di me.
M a (andandole vicino) Cosa sono queste lacrime? Perché? (prendendola fra
le braccia) Dimmi!
A - Ero sicura che fosse tutt'altro che carino. Sei famoso per la tua di=
strazione,e pensavo che fosse una specie di lurida tana da scapolo. E
in quel caso avrei potita farvi tante cosette! Ma tu devi sempre essere
superiore,sempre!
M - Non vedi che sei tu l'unica cosa che mancava qui? e pertanto non c'era
luce finché non sei arrivata tu? Cosi 8 naturale che lo trovi carino,
perché vi hai portato la tua luce,la tua gaiezza,la tua verità. Prima,
qui,c'erano solo due uomini perennemente in lite. Tu hai portato la pri-
mavera. Era sempre inverno,prima. E addomesticherai il Capi tano, come
hai fatto con l'attendente.
A - E poi mi accuserai di fare la civetta.
M - Solo se la farai davvero.
A - Quando la nostra casa sul lago sarà pront ta, ci andremo,vero? tutta l'e-
state,noi due soli,e tu comporrai,ed io prchestrerd gli spartiti. Lavo=
reremo,e dimenticheremo tutto, tranne il bambino!
M - Sai,la mia musica 8 xex* solamente questo cid che hai appena detto - sta
re da solo...avvicinarmi a Dio...
(L'orribile valzer viennese comincia a strepi tare
nuovamente)
(urlando) Pensavo che l'avessi...


A - (al massimo della voce)mentre esce a sinistra a grandi passi) Il Capi-
tano è tornato!
M - Cosa?
A - (fermandosi e pestando un piede con rabbia) Il Capitano I Il Capitano
e tornato!
(Esce. M. fa moviman ti frenetici come se potes
sero esorcizzare 1'orrendo rumore. Poi il disco
sme1 tte di colpo)
M - Ah!
(M. cammina quietamente verso la sua sedia a si=
nistra, e prende in mano una pagina di spartito)
(cominciando a scrivere) E adesso mi verrà a dire quan to à affascinan-
te il Capitano.
(Sospira. La musica che sta componendo un fram=
mento della Quinta a si insinua,e sme tte quando
lui smette di scrivere.
Si mette nuovamente a scrivere,ed un'al tra frase
dalla Quinta - 1'Adagio si insinua.
Smette di nuovo,ed ora si sentono gli uccelli fuori
E si sentono in lontananza le grida di bambini che
giocano. Ci sono i suoni della campagna, un martel=
lo che batte,echi di voei,un tuffo nel lago. Sia-
mo a Maiernigg sull'06rthersee.
M. guarda davanti a se,piacevolmente stanco. Ha
scri tto fino adl esaurirsi. Ha caldo. Getta via la
giacca,si alza e si stitacchia.
Si sente il terzo movimento della Sesta,che sembra
assorbire e incorporare le lontane grida dei bam-
bini,essendo infatti la rappresentazione sonora di
due bimbi che giocano sulla sabbia,e corrono in-
ciampandosi di qua e di là.
M. sembra ripassarla, a mente,pur senza muovere nè
le mani nè il viso. E' semplicemente concentrato,
mentre cammina verso il centro con le mani in ta
sca. La musica svanisce. M. sta in piedi perfetta-
mente fermo come se stesse ascol tando. Si sente,
veloce e rigido,l'ultimo movimento della Sesta)
(gridando) sil Si! I tre colpi del destino! Uno.. due.. .tre...(un rapi-


do movimento della mano)...e l'eroe cade,1à,al terzo colpo! Zak!
(La musica finisce. Un orologio sul lago batte
mezzogiorno,e M. va upstage dietro le scale. Si
sent te nuovamente la Sesta,che soffoca tutto con
i suoi tre colpi del destino.
Un tonfo quando M. si tuffa nel lago. E poi le
sue grida di piacere. Ride. La musica cessa.
A.,con un vivace restito estivo multicolore,sppa-
re upstage delle scale con un asciugamano da bas
gno sotto il braccio. Non e più ineinta. Guarda
upstage dietro le scale. Sentiamo M. che le lan-
cia un fischio da lontano. Lei sorride e saluta con
la mano)
A Gustav! Gustav! Non cosi al largo!
(Sentiamo nuovamente i bambini e gli uccelli.
M. lancia un altro grido di piacere da lontano)
M (da fuori,in lontananza) Almschili!
A - Adesso basta!
(Va al tavolo di lui,guarda lo spartito. Si sen te
trionfale 1'Adagio dalla Quinta. Lei à delizi lata.
Svanisce rapidamente quando lei si volta e si af-
fretta verso la riva del lago con l'asciugamano)
M - (da fuori,ma pid vicino) E' cosi bello!
(Lei lo osserva avvicinarsi alla riva)
Aht
(Lei gli getta l'asciugamano,fuori)
(da fuori) Mi asciugherd al sole.
A - Non ti pud far bene,e proprio a picco ora!
M - Che cosa fa Putzi?
A - Ti reclama!
(Lui entra avvolto nell'asciugamano)
Perché ti butti via cosi? Nuotare cosi al largo? Solo un anno prima che
ci sposassimo hai avuto un'emorragia. Ti dedichi a tutto,tranne che a me.
Mi guardi appena.
M - Ma ora è diversol Siamo insieme ora,fianco a fianco...non ci stiamo a
guardare negli occhi...Lavoriamo...fianco a fianco...
A - E' diverso perché lavoro in casa tutto il giorno! E ci sono due bambine
da badare! E tutto dev'essere perfetto! Se la tua colazione non è pron ta


là nella capanna alle sette in punto...
M - Oh per l'amor del cielo non piangere per queste sciocchezze!
A - Per me non sono sciocchezze,perché sono io che devo farlel Non lo capi-
sci? Sono io che cambio i loro pannolini...io che ordino il mangiare...
e sto dietro alla serva...e organizzo la casa - tengo la gente lontana
da tel
M (tranquillamente) Non pensi a come sto io d'inverno,in quel dannato Mi-
nistero della Musica,giorno e notte? E non sono venuto qui per riposarmi?
E tu lo sai che non mi riposo mai : non sto forse lavorando alla mia mu-
sica anche qui?...Almal non è la musica la pià bella dedica ohe tu possa
volere da me? Credevo ci capissimo meglio!
A - si,s1,1o so!
M - Se non mi gettassi a capofitto nel lavoro,cd ne sarebbe di denaro?
A - Lo so!
(Si siedono in silenzio. Lui guarda davanti a sè)
M - Spiegati meglio...cosa vuoi dire?
A - Hai pià attenzioni per i tuoi cantanti che per me!
M - (ridendo) Beh...che razza di opere salterebbero fuori,se nonto facessi?
A - Ho paura di perderti ogni volta che vai alle prove.
M I E allora quando lavoro qi,nella capanna,di che cosa hai paura?
A Gustl,ho visto 1'Adagio.
senle
Ti à piaciuto?
2Adagio)
A a Oh Gustl!
M - Ti piacerebbe copiarlo per me?
A - Si!
M - E' solo un abbozzo tu puoi riempire i vuoti...solo ta sai farlo...
Stanno di nuovo in silenzio. Grida di bambini.
Lui si alza)
A - Va' dalla tua Putzi.
M Lo dici senza rancore?
A - Senza rancore!
(Lui esce a destra,upstage delle scale)
M - (da fuori,gridando) Verrai presto? Il pranzo è in tavola?
A - si,è in tavola,sl. E' tutto pronto. Come sempre. In punto. Quando torni
da una tournée c'ë sempre un bagno che ti aspetta,fumante,come passi la
soglia di casa.
a (da fuori) Non à per questo che abbiamo la servit ti?


A - si,Gustav. (quando lui non pud piû sentire) Oh Gustav,mi hai fagoci tata..
io non esisto...8e solo tu sapessi!
M - (da fuori) Esisto i0,secondo te?
A (sussultando alla sua voce) No! La tua musica esiste,non tu! E cosi 80=
no doppiamente schiava,ora. Devo far star buone le bambine tutto il tem=
po. Tu ami la piccola Putzi,ma non me! C'e qualcosa tra voi due...qual-
cosa...di amore,un colloquio silenzioso che mi esclude completamente!
E poi esci dalla capanna che sembri un dio,quando hai finito di lavorare,
spargendo luce tutt'intorno...piove dai tuoi capelli! Oh,Gustav!
(Grida di bambini a cui si unisce il riso di M.,
fuori.
A. si alza con aria sconsolata e si avvicina al
tavolo di lavoro di,lui. Si lascia cadere sulla
di lui t sedia e prende in mano uno degli spar-
titi. Legge l'Adagio dalla Quinta,mentre la musi-
ca si insinua. Lei si lascia andare alla musica -
nel senso che esprime cid che lei prova, ancor piû
acutamente perché scritta dalla persona con cui si
è appena lamentata. Mette nuovamente giù lo spar-
ti to,e distrattamente ne prende in mano un altro.
La musica svanisce. Si sente la prima versione delli
la Quinta : vi era un uso eccessivo di strumen ti
a percussione. Piomba con fracasso sulle voci par=
lanti. Lei aggrotta la fronte. Non à nè commossa
nè compiaciuta. Balza in piedi. Lamusica si inter-
rompe quando lei getta a terra lo spartito)
(gridando) Gustl! Gustl! (nessuna risposta) Gustl!
(Lui compare,come un bambino spaventato,ora in ve=
staglia)
E' un fracasso terribile! Come hai potuto?
M Come dani potuto che cosa?
A - Hai pront perso la testa con questi tamburi, completamentel Hai rovinato
tutto!
M - Tamburi? Che tamburi?
A - Quil Qui! (picchiando violentemente sullo spartito)
M - (con piacere improvviso) Non ancora! Ancore non 1'ho rovinato! Guarda,
posso dare un taglio! Qual...(precipitandosi attraverso la stanza ver=
so il tavolo) Sta' a vedere...(afferrando la matita e segnando linee


attraverso lo spartito) Via i timpani, tanto per cominciare,...e poi me=
tà degli altri strumenti a percussione.. .vial Là! Va bene? (afferrandom
la e facendola piroettare) Ed ora vieni a pranzo. Abbiamo bisogno di lu=
ce a tavola! Pel sole! Oh che: leonessa sei!
A - Una cagna,qualche volta?
M - Io non 1'ho detto.
A - Non mi chiami più con i nomi carini di una volta. Mi chiamasti primavera
un giorno,mi ricordo.. .all'inizio della nostra via a Vienna,nel tuo ap=
partamento...mi dicesti che vi avevo portato la primavera.
M - Ma la primavera non dura in eterno,Almscherl. Vorrei che imparassi a se=
guire il ritmo delle cose. Non restare aggrappata a idee. L'arte non na=
sce dal cervello. I L'artista deve essere naturale. Trarre spunto dalla
vita. Se tenessi io le bambine tutto il giorno trarrei la musica da loro..
dai pannolini sporchi! E non è comunque tutto là,nella mia musica? La
sporcizia,e la lotta,e poi un lampo di luce redentrice?
A - E poi ti burli di me alle cene. L'ultima,con tutti quei ricconi con la
puzza sotto il naso...Sei dovuto entrare a metà e prendere una mela dal=
la fruttiera ed annusarla pext per delle ore,mentre tutti ti fissavano.
E poi sei saltato su prima dell'ultima portata e te ne sei andato nele
l'altra stanza. Sapendo benissimo che tutti ti avrebbero seguito! E poi
si fermano a fissarci per la strada...dovunque andiamo... "Guarda,c'à
Mahler e sua moglie!" Ma Mahler non è mai con qualcuno! La moglie se la
trascina dietro! Non so dove nascondermi la faccia qualche volta!
M - E cosa dovrei fare : stare attento a come mi guardano,quei tronfi imbe=
cilli! No,tu sei relice,almscherl... .felice di stare con qualcuno che se
ne frega. Perché anche tu te ne fregni! Ricordi quell'agbozzo della Se-
sta...il secondo tema del primo movimento? E' per te! E' la musica per
la mia Almscherl!
(si sente il "Tema di Alma". Lui batte il tempo e
canta con enfasi da, da, dum, di,da, di! La musica
svanisce)
A Non sono abbastanza brava per questo. Dopo aver lavorato tutto il giorno
in casa,mi sento un corpo e basta...no,non voglio,Gustl!
M - Ti aiuta il fatto di lavorare ai miei spartiti...come se fossimo un'ani-
ma sola...non un corpo...un'anima,lavorando alla stessa cosa?
A - (dopo una triste pausa) Si.
(A. nota un altro spartito sul tavolo,lo prende


in mano)
A(c.)- E questo cos'e? "Canzoni per la morte dei bambini"? Che bambini? Che
morte? Oh Gustll..
M - E' una messa in musica da Rickert!
A Lui ha perso il figlio...la più terribile perdita della sua vital Gustl!
(mentre esplode lo straziante "Kindertotenlieder") Come hai potuto? Come
hai potuto sfidare il destino in questo modo?
M - Ma ascoltala! Ascolta (afferrandola)Oral Ascoltal
A - Oh Gustl!
(Lei alza le spalle,buttando a terra lo sparti té.
La musica svanisce. Lui la prende a braccio. Cam-
minano insieme upstage)
M - Non capiscono proprio la mia musica,sai...i viennesi,i tedeschi,nessuno.
Non mi lasciefingafingannare dai loro applausi. E se ci pensi bene,cosa vuoi
che capiscano di questi suoni primordiali? di questi mondi che s'innal-
zano e poi si accasciano nuovamente,uno dopo l'altro...E ci sono migliam
ia di visi che passano...una processione infinital E' come il giorno del
giudizio...ma non c'è punizione...paradiso,inferno,niente. Solamente lu=
ce,un mare di luce, tranquillo; perché non c'è che questo alla fine dalla
vita : un mare di luce!
A - Sto meglio. Continua a parlare...a me sola.
(M. cammina pensosamente. Poi si volta verso di
lei con espressione grave)
M - Cara,8 da tanto che voglio parlarti di questo. E' da quando vennero i
pittori. C'8 la pià spaventosa puzza di colla marcia in camera mia. Cre=
di che possa farmi male?
(Lei in piedi lo fissa,poi scoppia in un'irrefre=
nabile risata. Lo contagia. Ridono insieme: lo
stesso vigore di allegria che avevano avuto nel
treno. Escono da upstage delle scale,a braccetto.
Sentiamo le loro risate,fuori,che poi svaniscono.
Silenzio. Si sentono nuovamente i bambini da lon=
tano. Si sente di nuovo,molto debolmente,sppena
poco più di uno spunto, il "Kindertotenlieder").


SECONDA PARTE.
La scena si apre con una strana brillantezza di
lnce,minacciosa ed irreale. Contemporaneamente
il valzer da "La vedova allegra" di Lehar scop=
pia sopra le voci parlanti in un'enorme,gioiosa
cascata.
In abiti da sera,straordinariamente eretti,M. e
A. entrano volteggiando in cima alle scale,sotto
l'arco,ballando un valzer che à quasi un balletto.
Danzano con passi abili e saltellanti giû per le
scale,leggeri come nessuno dei due era mai stato
finora,e di conseguenza irreali. Sono presi dalla
danza,diment tichi per il momento di tutte le pe=
santi responsabili ità del teatro e della musica
serf.. Questo ballo pud solamente essere uno spet-
tacolo,un "tour de force" di collaborazione fra
i due,cosi da separare nettamente la seconda par-
te della commedia dalla prima,innquanto ad atmo-
afera. Ci dpbbiamo aspettare cose diverse,ed il
semplicé aspetto coreografico del ballo dà il via
a questa aspettativa. E' quasi incomprensibile
come riescano a raggiungere il gradino inferiore
a balzi,contemporaneamente. Quando sono al centro
del palooscenico,volteggiano in circolo,e poi si
dirigono upstage e fuori di visuale al di là delle
scale,mentre la musica continua.
Riappaiono da destra,domnstage della scale,ed ora
la destrezza professionale è sparita.. I loro pas=
si non sono più cosi legge ri. Si sorridono radio=
samente,ma ora ballano semplicemente insieme. Lui
la fa volteggiare,ma non più in maniera fantastica,
verso una delle sedie,su cui lei si lascia cadere
senza fiato. Lui in piedi la guarda ansimando.
A Se solo avessimo danzato cosi da vivi.
M - Non credi,vero,che avremmo potito danzare cosi? Non tentai mai di espri-
mermi con il corpo. Cercai quell "eterna beati tudine"...ricordi la frase
di Goethe nel "Faust"?


A - E la trovasti? (mentre lui si stringe nelle spalle) Io semplicemente pas=
sai da un giorno a quello seguente. Non ebbi tempo di vivere.
M - Il tuo corpo ha avuto bisogno di molti più viaggi,vero?...molti più
uomini?
A - Si.
M - Ma la beatitudine: l'hai provata alla fine? Un accenno..
A - Non come te. La gioia sul tuo viso quando uscivi dalla tua camera...
M - Credo che un pezzetto.era sbagliato.
A - Quale pezzetto?
M - Quel da-da-di-da-tum-ti-da-da,o'era qualcosa che non andava.
A - Vai a vedere.
M - Cosa? Non crederai mica che abbia un Lehar in casa,no?
A - Ma ti à piaciuto,Gustl.
M Ogni singolo minuto. Non *'importa come sia stato dato. HO amato ogni
cantante,ogni albero di cartapesta...
A - Anch'io. La nostra serata fuori,1'unica,in cinque annil Dovrebbe venir
documen tata da qualche parte,per gli storici... E non il "Barsifal" à il
"Lonengrin",ma la "Vedova allegra"!
M - Sai cosa,possiamo andare da Dblinger domani,e mentre io m'informerd sulle
vendi te della mia musica, tu potrai dare una scorsa a "La vedova allegra"
e scoprbite dov'e che abbiamo sbagliato. E poi potremo ballare di nuovo
domani sera.
A Avevo la sensazione di galleggiare.. tu mi tenevi...
(t1 pianto di un bambino - sonno agitato in lon-
tananza. M. si volta e la guarda. Silenzio)
M - Almechili,cos'à stato?
A - Gustav,non fare quel viso! Gustav!
M- Chi è stato,per l'amor di Dio,chi?
A La piccola. La bambinaia inglese le ha scottato le dita stamattina.
M - Non pud essere solo per le dital Va' a vedere!
(Lei si alza,sotto l'influenza degli occhi terro-
rizzati di lui. Si sente una frase s1 traziante dal
"Kindertotenlieder". Lui sembra fissare nella mu-
sica stessa. A. si precipi ta fuori a destra. Lanum
sica svanisce. Lui continua a stare in piedi fer-
mo. A. riappare da dove era usci ta,lent tamen te)
(con tono sicuro,senza guardarla) Ha la febbre.


A - Si.
M - Hai chiamato il dottore?
A - Si. La mamma è 1i con lei.
M - E Putzerl?
A - Dorme.
M - Calma?
A - Si.
M - Non à accaldata?
A - NO.
M - Vieni a sederti.
(Lei ritorna alla sua sedia,mentre lui non sb muove)
Il Tesoriere mi ha chiamato nel suo ufficio oggi.
A - Si?
M Qualcuno mi aveva rubatol l'agenda degli impegni e glirl'aveva portata.
C'era scritto "Dopo Pasqua tre concerti a Roma". Mi ha detto che non ho
il permesso di dare concerti mentre sono impegnato con 1'Opera. Mi ha det-
to che quando sono via io,la vendita dei biglietti subisce un calo pauro=
so. Gli ho risposto che non è vero niente. Che mi vogliono buttare fuori.
Che Roma non c'entra. Hanno chiuso con me! Anche i Tedeschi! "rovano trop-
poialto il mio livello! Quando uno à difficile come me,finisce per mont ta-
re sui piedi a troppa gente,e alla fine ne viene circondato... .A loro basta
un livello più basso,tipo HH Weingartner,si sentono pià a loro agio. Ci
sono da quasi dieci anni,oramai. E' tempo che me ne vada.
A - E' perché hai smpre difeso Alfred Roller. Qualunque cosa faccia, tu lo di-
fendi sempre.
M - Perché è il miglior scenografo di tutta Europa.
A - Va bene,...ma far cantare le vergini del Reno da dei canestri appesi al
soffitto!
M - (alzando le spalle) E' solo perché sono tanto grasse...hanno paura che le
corde si rompano.
(Stanno per mettersi a ridere,quando il pianto della
bambina interrompe di nuovo)
Eccol Il secondo colpolSapevo che dovevano essercene tre! Il primo,il mio
licenziamento,il denaro che non c'è,nessun luogo dove andare...E poi (guar-
dando fuori verso destra)...i1 secondo...
A - Non farlo accadere! Non avresti mai dovuto scrivere quelle canzoni sulla
morte dei bambini!


M - I tre colpi del destino che fanno accasciare l'eroe!
(Si sente brevemente l'ultimo movimento della
Sesta in lontananza. Accenno dei "tre colpi".
Silenzio. Un campanello suona dall'interno del=
la casa,a destra)
Cos'a,perl'amor del cielo?
A - (alzandosi) Gustav! VE' Bolo il dottore. Ho detto io alla mamma di suona
re il campanello quando fosse venuto.
(Lei si precipita fuori a destra. Lui va verso
una sedia e vi si lascia cadere)
M - (gridandole improvvisamente) Non ho mai sentito quel campanello primal
(Silenzio)
A - (da fuori) Gustav! Lo fai accadere! Gustav!
(Silenzio)
M - Non sono mai stato capace di parlare con Te. E' questa l'unica maniera?
(A. è riapparsa)
A - Dice che anche Putzerl ha la febbre.
M - Difterite.
A - si.
M - Ed à necessarta la tracheotomia. No! No! Tu! perché &a vuoi cosi presto?
I Avrei potute sopportare il licenziamento dall'Opera...in fondo era
giusto...Tu mi devi allentanare dai centri di potere,e va bene! Sono
d'accordo. Ma la mia bambina... .! Non sii giusto! Se solo riuscissi a ca=
pire. Credetti di esserci riuscito una volta,e poi fui ricacciato nella
vita,all'Opera...D'accordo,d stato giusto togliermi di 1à...
(I1 campanello suona di. nuovo)
Non andare!
A - E' mia figlia!
(A. si precipita fuori a destra)
M - (parlandole in sua assenza) L'ho voluto,sl. E' stata la mia volon tà.
Ho bisogno che lei muoia. La piccola,anche lei ha bisogno di morire.
Non è mai appartenuta a questo mondo. Era qui di passaggio. Noi si che
ci appartenevamo,perché anch'io sono qii di passaggio. La terra non era
fatta per lei,sai. Ed ha deciso di andarsene prima di me. Lei non ha
bisogno di restare,di passare attraverso titto questo...Lei vuole cosi.
(A. grida,da fuori.
M. si precipi ta fuori,a sinistra,inciampandojgli


cadono gli occhiali. Silensio).
Si sente il suono di un allegro organetto ita-
liano in lontananza. A. entra da destra,upstage
delle scale. E' vestita elegantemen te di nero,
con uno stile vagamente americane,Si guarda in tor-
no rapidamente,poi si precipi ta verso la zona persos
nale.
A - (abbassando la voce) Mamma per 1'amor di Dio chiama il portiere e digli
di far smettere quel baccano! Lui à di là che compone!
(Guarda ansiosamente upstage a destra. L'organe ta
to continua. Lei si siede su uno dei gradini in-
feriori delle scale,godendosi la musica; la mu=
sica s'interrompe di colpa)
(delusa) Oh!
(Silenzio. Lei affonda la testa nelle mani)
Grazie mamma.
(Si sentono i rumori del traffico in lontananza:
automobili. Lei si teade ad ascol tare. C'8 .un
frammento di misica jazz "classica" 9 Buddy Bolden
0 Jelly-Roll Morton o Bunk Johnsonf suonata alla
radio o su un grammofono. A. si tende ad ascoltare
anche questo,ma anche questo svahisce.
M. entra molto lentamente da destra,upstage delle
scale. La sta cercando. E' in vestaglia e i suoi
passi sono deliberatamente lenti)
M Che suono delizioso.
A - Che cosa?
M - Quell'organetto. Mi ha ricordato l'infanzia. E poi ha smesso.(arvicinan-
dosi al divano a sinistra) Nel momento stesso in cui mi metto gid a ri=
cordare...che poi è come dimenticare...quello smette.
(M. si distende con cura sul divano,sospirando)
(guardandola) Perché stai tutto il giorno seduta fuori dalla porta?
A - Per sentire New York,gid dabbasso.
M - Potresti prendere l'ascensore,scendere e startene nel foyer.
A - Il mio dovere è dove sei tu.
- Silenzio)
M - (pensosamente) E il mio 8 alla Me tropoli tan Opera Housel Questi scenografi


del Met sono spaventosi. C'8 bisogno di un Alfred Roller qui.
A - E' nei guai,mi hai detto. Ti ha scritto da Vienna...i selvaggi si stanno
raccogliendo intorno a lui...?
MM si,lo cacceranno presto. Ma 1'intera amministrazione non durerà mol to..
L'Opera Reale,i reali stessi...no,niente di tutto cid durerà a lungo.
(Rumori del traffico - Klaxons tipo 1907 - si
sen tono di nuovo)
Questi rumori ti piacciono,eh?
A - Si.
M - E la città?
A - Et divina.
M - (ridendo sottovoee) E' stata costrui ta contro il divino. Questa era le
idea. Lontana dal diritto divine.. .dei re,dell'aristocrazia. E allora
come pud essere divina New York?
A - La grandezza. Il modo libero di parlare. Niente che mi graffi e morda
come a Vienna. Mi sento sconosciuta...e tutto diventa posit tivo.
M Con tutti quanti che sanno che i Mahker stanno all' 'undicesimo piano del
"Majestic",ti senti sconosciuta?
A - Siamo rispettati,qui.
M - Pid che a Vienna?
A - Li eravamo venerati. E non ti fat star bene. Lo schiavo pud ribellarsi.
I Viennesi non sono venuti al tuo ultimo concerto.
M - Sembri una donna.
A - Cosa?
M - Una donna. Attraente,abbagliante.. .il tipo di donna per cui uomini orri=
bili perdono la testa. (si ferma con un sorriso)
A - La vita à pià semplice ota : una bambina sola; e nessun Ministero della
Musica.
M - Sei persino felice.
A - Devi cambiarti per il Met.
M - (mettendosi a sedere con attenzione) Che cosa mi ha fatto chiedere a quel
dannato dottore a Maiernigg che mi visitasse? Ti ricordi che mi misi a
ridere quando glielo xhteri domandai? E lui...prontncia una sen tenza di
morte.
(I passi di una lenta processione dalla strada)
A - Ascol ta.
M - Una processione. Non succede niente di soprannaturale qui. Dev'essere
un'adunata,0 qualcosa del genere.


(Lei va alla finestra,upstage,e guarda gid)
A - E' un funerale. C'e una folla immensa.
(I1, ,suono di un tamburo zittisce la folla. Si
sente un uomo che si rivolge alla folla. Non ca=
piamo le sue parole)
M Cosa sta dicendo??
A - Credo sia per quel pompiere morto eroicamente; era sui giornali.
(M. la raggiunge alla finestra. Un altro colpo di
di tamburo)
M - (uscendo,a destra) Devo usarlo un giorno,questo colpo di tamburo. (fer-
mandosi) c'e stato un enorme cambiamento in te a Parigi. Quando Ossip
Gabrilovitch si è innamorato di te. Caro. Ti ha riportata in vi ta.
(Lei non si muove. Lui se ne va)
A Gustav. Vedo Putzi.
(Va verso sinistra upstage,guardando da vicino)
Potrei giurarlo!
(Va verso le scale ma si ferma al primo gradino
e si volta all'indietro nuovamente)
Si che à lei! Su,muoviti,fa' presto...papà sta provando. Putzi,Putzil
(si sente il suono di un'orchestra che accorda
molto forte. Lei trattiene il fiato,si gira ver
80 1'arco)
Gustl! Era lei...Non potresti venire un...
(11 podio del maestro viene colpi to con aspra vio=
lenza)
M (da fuori) Isottg,dalla vbstra entrata,prego.. .E non si pud tenere basso
il rumore là dietro alle quintel?
(Lei corre su per le scale e sparisce dall'altra
parte. L'accordare à finito. Non si sente musica,
bensi il rumore di una tremenda bufera,che cresce
minacciosamente)
(da fuori,a sinistra) Alma! Alma!
(La bufera continua. Lei non compare. a incespica
entrando da sinistra. E' vestito insoli tamente elem
gante - cilindro,cappa e guanti bianchi. E' coper-
to di neve. Senza fiato,viene avanti inciampando.
La bufera cessa. Lui cammina con attenzione verso
il tavolo. Si sfila lentamente i guanti,poi si to=


glie l'orologio. Si misura il polso, Borbotta.
E' solo moderatamente soddisfatto del risultat to.
Poi ricorda di avere il cappello e il man1 tello
ancora addosso. Comincia a togliersi. A. compas
re da destra in camicia da notte. Lui getta il
cappello ed il mantello su una sedia)
A - Hustl! Sono le due passatel
M - (abbassandosi fino a sedersi sul divano) Mm.
A - Eri tu quell'uomo che samminava incespicando,aggrappandosi alle ringhie-
re...che è caduto in un, mucchio di neve...Stavo guardando dalla finestra
della camera da letto.
M - (appoggiando la testa all'indietro con un sospiro) Si. Ero io. "Quel-
A - Vedi,ci sono pericoli dappertutto. Su di noi, sempre!
M - Mi avevano avvertito di stare attento alle bufere di neve,a New York.
Va' a letto,cara. Il dottore ha detto che non devi alzarti.
(Invece lei gli si avvicina)
A - L'ho vista di nuovo. Nel corridoio.
M - Io la sento sempre.
A - (toccandolo) Le tue povere mani!
M - Ho lasciato Karl Bitter subito dopo mezzanotte. Erano tutti ubriachi.
Disgustoso. Perché la gente si ubriaca? Ho preso unabarrozza. Alma...
si à rovesciatalpuoi crederci? E io a strisciare dal di sottol E il coC-
chiere era ubriaco pure luil
A - (cominciando a ridere) No!
M - E poi ho perso gli pcchiali. Ci siamo messi a frugare nella neve per tro=
varli. La neve punge come vespe qui. Ho dovuto aggrapparmi alle ringhier.
(Ridono insieme. Silenzio)
A Conried à morto,allora.
M - Già Hanno offerto il Me trojoli tan a me. Ho rifiutato. Lo daranno a Toscas
nini...E9 una brava persona,ma sai cosa si è messo in testa? Di dirigere
il "Tristano"! Dopo una produzione come la mia! La migliore che avessi
mai dato...mai sentito.. Nonostante i tagli,e la scenografia orrenda.
Eppure è stata la migliore...mille vol te meglio di tutti i "Tristano" da
ti a Vienna.
A - Prendi le cose con tanta più leggerezza ora. A Vienna non avresti mai ac-
cettato dei simili tagli. E mi ricordo la faccia che facevi se qualcuno


arrivava in ritardo,una volta.
M La bambina mi ha insegnato tanto.. .morendo. Non c'd nulla di importan ta
oramai,da questa parte.
A - Dovremmo vendere Maiernigg. Troppi ricordi, troppi. La mamma e io abbia=
mo trovato una deliziosa piccola fattoria a Toblach,1' 'ultima vol ta che
andammo in Europa.
M - Mi è piaciuto quello che Max Burkhart disse l'altro giornos"la morte e-
siste solo se ci credi,ed io non ci credo".
A - Sta morendo.
M - (con un 'improvvisa risata) Quella vecchia balena - come si chiamava? -
la moglie del re degli armatori - mi fa "Ma è vero che Wagner trattd
Listz con un 'ingrati tudine spaventosa?". "Allora",dico io,"Wagner ha una
oattiva fama? E che cosa significa il "Tristano" per voi?"
A - Si. Ti sentimmo tutti. E una signora mi chiese "Fa sempre scene a tavola"?
M - Vedi? Io feci una scena. Non lei,no,con le sue bugie su come il n Tristano"
l'avesse commossa al punto che non riusciva più a dormire la nottel Non
le bugie,ma la verità crea una scena. Ecco come funzionano le loro te=
ste...dai Balcani fino a Filadelfia.
A - La gente à cosi simpatica q qui. Ti conquista. Ho notato che non per-
di una festa,adesso. E ti vesti cosi bene.
M - Diamo via l'appartamento di Vienna.
A - Si.
M - E andiamo a vivere a Toblach. Una fattoris,dicevi?
A - Si.
La piccola ha nostalgia della sorella?
A - Dev'essere l'alba,guarda.
M' - Mi sento affondare in questo divano. E tu sembri fresca fresca per il
ri torno in Europa,viva,giovane!
A - Bodansky mi venne vicino con le lacrime agli occhi. "1 disse "Non amerd
mai nessuna donna come amo Mahler"!
M - (ridendo di nuovo improvvisamente), Quella notte della Prima Sinfonial Arw
rivai,e trovai che le dame del comitato dell'orchestra,esendo degne fi-
glie della rivoluzione,avevano ammassato tutti gli ottoni attornogai miei
piedi,e gli archi in cerchio sul fondo,per ottenere un bell'effettol Ma
non aveva alcuna importanza; tanto il pubblico non capiva niente.
A - Portasti l'orchestra in un locale notturno dopo il concerto,e tornas sti
a casa alle tre,raggiante.


2-to
M - Si sentivano tutti figli miei. Anche i loro critici sono cosi simpatici.
Non come quelli viennesi. 0 i francesi. Ricordi quando Debussy se ne an-
dd con tutti 1 suoi amici nel bel mezzo della mia Seconda Sinfonia? Trop=
po schubertiano per loro,disse, troppo viennese, troppo stzaniero, troppo
slavo! Quante stupidaggini dice la gente! Tent tando di far apparire che c'd
una sola maniera- di fare le cose...una sola,..da questa parte!
A - Eppure gli. piacque come dirigesti il "Fidelio"!
M - Oh,dirigere; quello è niente. Anche la musica à poca cosa. Non rimane.
Quello che siamo rimane. Vedi,Tristano,Faust,e Fidelio sono come il cor
po...quello che ci si lascia dietro. Svaniscono. Ma quello che siamo,quel-
lo non svanisce. La musica tenta di appellarsi a questo. Almschili, tu
devi sempre esercitare quella forza interiore che ci hai. ..espanderti...
non risparmiare mai la tua bellezza...Cerca sempre di far uscire la luce
che hai dentro.. .(sbadiglia) E' meglio che mi alzi; vado a fare una nuo=
tata.
A - Non dovresti,lo sai.
M - Una piccola.
A - Ma non sott'acqua.
M - Promesso.
(M. si alza lentamente. Va upst tage delle scale e
fuori di visuale. Si sentono uccelli,echi di voci
dall'altra parte del lago. Colpi dii martello.
Un cane abbaia.
A. va verso sinistra e prende in mano il cappello
e la cappa di lui)
A - (gridando verso sinistra) Annal Anna cara! E' ora di svegliarsi!
(A. esce a sinistra. M. riappare. Sta per avviarsi
verso il lago ma poinsi ferma. Si guarda intorno
in cerca di A.. Silenzio.)
M - AlmalAlma! (sempre più allarmato) Almal
(A. compare da sinistra. Ora indossa un colora ti 8=
simo dierndl. Lo guarda,in piedi)
Credevo...credevo che te ne fossi andata.
A - Andata?
(Lui si lascia cadere seduto sul gradino più basso)
M - (guardando oltre il lago) Ho bisogno che tu stia qui. Se mi occorresse
la barca.


A - Si.
M - (guardandola) Eri in casa?
A - si,con la bambina.
(Silenzio)
M - Aiutami per favore (quando lei gli si avvicina) Almschlitzili mial Ho
questa voglia tremenda di te...e penso a te e provo questa gioia immensa;
quando sono in viaggi0...quando sono qui a pochi metri da te...I miei
concerti,la gente che vedo, tutto & in funzione tual
(Lei lo aiuta ad alzarsi)
A - Gustl...non sopporto pii questa tensione...
M - (mettendole un braccio intorno) La.. .non durerà a lungo,oramai...questa
parte di tensione...
A - Perché no?
M - (uscendo) La Sinfonia,voglio dire. Sarà presto fini ta. E poi saremo li=
beri,ci prenderemo una vacanza...
(Esce upstage a sinistra)
A - Non nuotare troppo al largo!
M - (da fuori) Te lo premetto!
(Lei guarda davanti a sè. Poi sembra ricordarsi
di qualcosa. Si gira lentamente,guardando fuori
a sinistra)
A - Annalincnien!
(Esce downstage a sinistra. Silenzio. Risate di
A.fuori,mentre gioca con sua figlia)
(fuori) Annalinchien! Annalinchien!
(Improvvisamente il campanello suona,forte da far
trasalire,da destra.
M. compare upstage a sinistra,in panico. Si guar-
da intorno,sistemandosi gli occhiali. Guarda con
orrore fuori a destra. Non si muove. Poi lentamen-
te va verso destra,come se obbedisse al cenno di
qualcuno. Esce dalla visuale,upstage delle scale,
come ipnotizzato)
M (da fuori) Grazie.
(Rit torna aprendo una lettera febbrilmente. La legge
con le mani che tremano)
M - Alma! Alma!


(A. entra di corsa da sinistra con un asciugamano
da bagno sul braccio)
A - Ero andata a prenderti l'asciugamano.
M - Guarda!
(Le allunga la lettera con le mani tremanti)
E' dell'archi tetto che si à innamorato di te. Al sanatorio di Tobelbad.
Quando eri ammalata. Lo dicevo che mi nascondevi qualcosa...guarda: 1'ha
indirizzata a me! Vuole mia moglie! Cosa c'd da dire? Vuole venire a par-
larne con mel E' questa R'impressione che ha ricavato del tuo essermi vi=
cina,del tuo bisogno di me...della tua lealtà... .dei figli che abbiamo a=
vuto...e la povera bambina morta..
A - Ero stanca ed esaurita,e lui ha avuto compassione,8i,compassione!
M I Compassione per il fatto che sei sposata con me,e non con un pappagallo
che progetta muri! (da vicinissimo) Te l'avevo detto,no? Non ci vorrà
ancora molto...E' quasi finita...e allora sarai libera!
A - Perché soltanto io?
M - Tutti e due,allora,sl.. .tutti e due,liberi!
(Lui cammina con aria imponente verso l'esterno)
A - E non camminare cosi in fretta! Il dottore te 1'ha proibito!
M - (da fuori) Al diavolo i dottori,e gli archi tetti,e tutte le professioni
morte!
A - Ricordi quando mi dicesti che la primavera non pud durare in eterno? Co=
si mi hai spinto nell 'inverno! Non mi hai più guardata! C'erano la Quinta
e la Sesta e la Settima e l'Ottava...la Canzone della Terra...La Canzone
dei bambini...morti...prima ancora che succedesse... .mai una canzone per
me! Sempre musica,musical non me! e nemmeno la tua vital E ti meravigli
che abbia avuto bisogno di un po' di sole? di calore? E lui era 111Lui
mi ha guardata ! Mi ha mostrato chi veramente fossi io,con i suoi occhi!
(1pi guarda la lettera,poi la piega con cura.
Volteggia, tenendola in mano,in una breve remini=
scenza del valzer che aveva ballato con M.
A. esce a sinistra. Sentiamo nuovamente le sue ri=
sate mentre gioca con la bambina)
(da fuori) Annalinchien!
(Un forte e minaccioso scoppio di applausi si sent te
da oltre l'arco. Ma 1'arco è bubo, affondato nell'o-
scuri tà. L'applauso,con frequen ti "Bisl"comincia
a scemare. L'oscurità aumenta. Silenzio. M. compa
re sotto l'arco in frac. E' magro,curvo. Guarda gid


dalle scale. Comincia a camminare,quasi bnciampan-
dosi. I suoi piedi cadono pesantemente e rumorosa=
mente. Raggiunge il centro della scena. Con tinua
verso la tavola. Si tiene la gola con ke mani.
M - Dottore!
(Silenzio. Si guarda intorno)
Alma! Alma!
(Comincia a piangere,si lascia cadere a terra)
A - (da fuori,a destra) Gustav!
(Lui non risponde,giace completamente immobile)
(da fuori) Gustav!
(A, entra upstage della scala,a destra. E' in abi=
ti da viaggio. Si ferma e lo guarda. Gli si avvi=
cina e si china su di lui)
Gustav,non cosi...Sei cosi caldo!
M - (muovendosi per la prima vol ta) E' questa maledetta febbre. IKX La gola
mi brucia.
A - Perché ti lasci sempre cadere?
M - Sto meglio,più vicino alla terra.
(Lei gli sbottona il panciotto e gli slaccia la
cravatta)
Ti sei decisa a venire.
A - Si.
M Avrei dovuto morire,se mi avessi lasciato. Se non mi ami sono morto. Ce
ne hai messo di tempo a decidere. Sono andato dappertutto dove andavamo
insieme : lungo il Reno.. ricordavo ogni luogo.. eravamo cosi felici...
Era come essere di nuovo con te.
A - E se svegliassi il dottore?
M - Sta dall'altra parte di Monaco. No...tu sei l'unica,l'unico dottore...
Vedi,non sudo pid. Quelle maledette automobili là fuori...non mi fanno
dormire.
A - Io non sento niente. Tu ti allarmi tanto..
M - Si,perché ci credo...non voglio controllarla,sono io che voglio che la
febbre salga...perché ci credo,perche ti amo...voglio lasciarla salire...
perché mi porterà a Dio!
A - Ma perché? Io sono qui!


M - E' cosi anche quando sono nella capanna, a cinquanta me tri da te. Smanio
perché tu mi venga a trovare. Et. perché tu non sei più con me,veramen te.
Qualche volta,non vienb per delle orel Ed ai concerti,se non sei 11 in
prima fila sento un male atroce. E la febbre sale,e la gola mi si impati-
na. E io adoro il dolore. Ora so cosa signbfica il "Tristano": come pud
morire Tristano quando ancora ama Isotta?
A - Perché sempre il buio...ia morte...?
M - Non sempre. Ora, perché tu non rispondi pid. E quanto male mi fa,questol..
Vuoi fare qualcosa per me?
A - si.
M - Vuoi sdraiarti li e dormire un po'? Hai preso il treno della notte.
A - Si.
(Lei si distende sul divano dopo essersi tolta il
mantello da viaggio. Lui stende con cura il mantel-
lo sopra di lei)
Sono tanto preoccupata.
(Lei chiude gli occhi. Comincia a respirare regolar
mente. Lui si alza con sforzo e resta in piedi a
guardarla.
Il colpo di tamburo ritorna,lo stesso di quello
sentito durante il funerale a New York. Un al tro
colpo. Silenzio)
(svegliandosi di soprassal to) Gustl! Sei cosi pallido! Non stare 11 cosi!
M - Non voglio perdermi il tuo respiro...voglio berti...nient'altro...
A - (con un sospiro) Sono tanto stanca.
(si addormenta di nuovo. M. continua ad osservar-
la. Lei si sveglia nuovamente)
Non potrei mai lasciarti...non potrei immaginare di vivere con nessun ala
tro!
M - Ah,mi hat risollevato! Mi hai ridato un po' di vi ta!
(Lui si siede,sempre guardandola. Lei dorme di
nuovo)
Quanto lo ama! Alla follia. Un maledetto architetto.
(Silenzio)
Alma.
A - Si?
M - Facciamo quattro passi?
A - Se vuoi.


M - L'aria à cosi buona.
(Lei si alza e lo aiuta ad alzarsi. Lui le mette
il mantello sulle spalle e camminano lentamente a
braccetto verso upstage)
Il' dottore ha detto che ho la gola piena di streptococchi.
A i Di che cosa?
M * Come una palude piena di rane,ha dettol E io gli ho chiesto: ècosi che
1'amore si' esprime...in streptococchi? Mi ha lanciato uno sguardo cosi
buffo!
A - Et quella bambinaia inglese! Aveva un'infezione alla gola e non lo ha mai
detto. Sapevo che prima o poi l'avresti presa.
M (mostrandole la mano) Vedi,ho ancora il tuo anello. Lo bacio ogni giorno..
e in piona notte...
A - Me l'hai rubato.
H a Ho anche letto le tue canzoni. Fra una prova e l'altra. Sono stupende!
A nn Sono dieci anni,che me' le porto dietro,la mia piccola bara di canzoni
neglettel
M - Le daremo in concerto.
A - (guardandolo) Sembri parlare sul serio.
M Accompagnami alla capanna...
A - Ma sei debole.. .debole!
(Lei lo accompagna al divano e lui si stende. Lei
lo copre con il mantello di lei. Silenzio.)
Sei cosi bello...come Alessandro Magno. Quei capelli neri...le labbra
cosi rosse...
M a Quando stard méglio potrai ancora curarmi,sai...mi piace tanto...
A Una vol ta pensavi che non avessi sofferto abbastanza. Ora si che ho soff
ferto.
M (annuendo) Il dolore ha lasciato il suo segno sul tuo viso. E' questo
che dà la bellezza.
A a Quando starai. bene saremo felici. Ci riposeremo, ce ne andremo da qual-
che parte...in Egitto per esempio...
M - si. I diritti d'autore cominciano a piovere dalla mia musica. L'America
ha dato una gfande spinta. Cosi il,denaro non mancherà.
A Lungo tatto il tragitto da Parigi a Vienna c'erano giornalisti che aspet
tavano il nostro treno; chiedevano come stavi,come per un re.
M Ed i fiori dalla mia Filarmonica? E' stato qualcosa,no?


A - Sei sempre cosi elegante. Non lo eri mai una volta.
M Oggi credo sia necessario splendere. Come t'ho detto un giorno AMespan-
diti",non comprimere nessuna facoltà. Se ripenso agli inizi,quando ten-
tavano di comprimermi,i furfanti,mi nanno derubato della vita! Ma forse
ero stato io a volerlo. Tutta la mia vita non è stata altro che carta,
Almschili.
A - Solo perché la vedi cosi in questo momento.
M - Essermi ammalato per te mi rende enormemente felice..
A - Ti preferisco sano,Gustl!
M E meno innamorato?
A - Nol
M 1 Se muoio,chi sposerai? Hans Pfi tznér, Ossip, Charpentier.. ti hanno ama-
ta tutti,chi prima chi dopo! Ma che insopportabili per viverci insieme.
Non athauxtixdexquntt ce n'8 uno che non ti farebbe impazzire dopo un
giorno! Non sono io la puntata pid sicura, dopo tutto?
A - sil
M - Et meglio che resti con te,allora,e non muoia. Ti dispiace se dormo un
A - Hai gli occhi cosi grandi.
(Lui dorme. Lei si siede e lo guarda. Gli sistema
meglio il mantello intorno. Poi anche lei cala la
testa e si addormenta.
M. si sveglia e si mette a sedere)
M - (tranquillamente) Ho trovato.
A (svegliandosi) Che cosa?
M Ora ti mostro. Guarda.
(Lui si alza,senza alcuna difficol tâ,e la trascina
in piedi. Cominciano a ballare il valzer dalla "Ve=
dova allegra")
A - (fermandosi)Gustav...Gustav... .hai la febbre!
M - Sto benone! Ti ho detto che viene e va. Non è niente di fisico. Guardami
vedrai! I
A - (dandogli baci appassionati) Sei sorprendente... .il più sorprendente mari to
del mondo!
(Ridono,ballano di nuovo. La stessa luce di prima,
gli stessi passi agili e irreali di prima. Ma que=
sta volta non ballano sulle scale. E non c'è musica


ma solo il canto senza parole di M.)
M Cooosil Da-dum! Là!
(Ridono insieme come ai vecchi tempi. Il loro bal-
lo diventa stravagante,quasi grottesco. Non c'è
nessuna traccia,in Mo,dell'uomo malato. Piroette
Ora credo che dormird.
A a Stard con te ancora un po'.
(Lui si distende di nuovo. Ansima di piacere,sorw
ridendole. Lei si siede e lo guarda.
Lui chiude gli occhi. Lei abbassa la testa e si
addormenta.
Le mani di lui si muovono come se stesse dbrigen-
do. La febbre sale di nuovo. Lui sembra lottare
per respirare. Poi si rilassa nuovamente. A. cons
tinua a dormire pacificamente. M. dirige nuovamens
te con le mani)
H - (in un soffio) Mozart! Mozart!
(Sorride. Dorme di nuovo,
A. 8 svegliata di soprassalto da un colpo di tam-
buro. Guarda lentamente verso M.)
A - Gustav. (nessuna risposta) Gustl. (balza in piedi) Gustav nof Non ancora,
Gustavi
(Lo scuote. E' morto)
(correndo fuori,a sinistra) Mamma, mamma!
(Completo silenzio)
(da fuori) Non mi parlera mai pid,mammal
(Silenzio.
I1 tremolio delle candele upstage delle scale,a
destra,mentre a.,vestita di nero,entra portando
un candelabro a tre braccia. Lo sistema sul ta-
volo. M. è sparito)
(mentre sistema 11 candelabro) Ricordo quando ci sposammo - e anche dopo,
per anni - ero paraliazata dalla timidezza ogni vol ta che lui ent trava
in camera. Eppure alla fine mi sono aperta..eper altri uomini. Due altri
mariti...una bella responsabilità. Gustay,poi,diede una mia canzone,a
New York. Tutto sbagliato,il momento,il luogo, Immagino che quello che
lui mi ha insegnato io 1'ho dato agli altri due...tre,considerando quel-
lo che non ho sposato. Parlava! Parlaval Goethe,Platone, tutto! E' li ohe


èmorto. (facendo un gesto con la testa verso il divano) Non ci vado vim
cino. Sono tutti morti ora, tranne il vecchio Kokoschka, ,che poi è quello
che non horsposato. Durerà per sempre,lui. (gridando) Che lurida bambola
di pezza! (guarda tutt'intorno il palcoscenico) Dov'e? E quella bambinaia
inglese...quella coraggiosa,intrpit intrepida puttana che ha attaccato a
mio mari to l'infezione alla gola. Non mi disse niente,perché non voleva
disturbarmi! (con veemenza) Butta via quella lurida lercia bambola,Mari-
na! Oh,non preoccuparti,ci ho gli occhi nel culo!...Ha detto "Non voglio
che mia figlia senta le cose terribili che Alma dice sulla gente". Beh,
tirerd un po' su le gambe.(sedendosi sul divano) Ho vuotato la mia borsa
nelle sue mani...migliaia di dollari. Diritti d'autore. Eh sil E chi di=
ce che tengo una bottiglia di mBenedictine sotto il letto? E che me ne be=
vo una intera al giorno? Balle! Mi piace,ènaturale,e me la bevo. Mi di-
cono "Ti ammazzerai!". "Cosa"dico io, "La so lunga,io,sulla morte!" Tre
se ne sono andati fra le mie braccia! Già! Mi ricordi di quando LxE 8 ve=
nuta da me Katia Mann vestita per un funerale - quello di Werfel,credo -
e io le dissi "Ai loro funerali io non ci vado mai". No,non ci andavo mai.
(Soffiando sulle candele,spegnendole) Ah,cosi va bene. (mantre si disten-
de) Ma non crediate che muoia,io!
(Giace perfettamente immobile. Improvvisamente ten-
ta di lottare per mettersi a xberr sedere,ma non
pud)
Gucky! (sguardi pieni di panico lanciati tutt'intorno) E' la bambinaia
inglese! Oh! E' venuta a prendermi! No! Non voglio morire! Non lasciatemi
morire! KK Oh!
(I1 suo urlo scema, e lei giace ansiman te. Silenzio.
Chiude gli occhi. E' tranquilla)
(svegliandosi nuovamente) No! NO!
(M. appare in cima alle scale,sotto l'arco,in
frac,fragile,lontano)
M - (dolcemente) Alma. (nessuna risposta) Alma.
A - (guardando su verso la scala) Chi diavolo è quello 1i? Frahz? Franz I
Walter...8 Walter...è Gustav! Gustav!
M - Vieni.
(A. si alza dal divano e lentamente sale i gradini
verso di lui. S'insinua la frase della Decima in E
cui à usato il colpo di tamburo.
Lei in piedi davanti a M.. Lui le prende la mano.


La musica svanisce)
M(c.)- Et finita ora. Hai visto? Non ti ha fatto male,vero?'
A - No.
M - Ti porterd di nuovo nel mondo,vuoi?
(Camminano con aria leggera e vaga giù per le sca=
le, temendosi per mano)
A - (fermandosi dolcemente) E gli altri due?
M - Mariti? ci stanno guardando.
A - Dove?
M - (con un gesto giù dalle scale) Là.
(Continuano a scendere le scale mentre le luci
scemano).